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La cucina come luogo di incontro

Al Cairo Design Week, nel quartiere di Zamalek, Hala Saleh porta KOOK dentro le sale di Aisha Fahmy Palace. Da nessuna parte si vede l’apparecchio che illumina gli ambienti: solo la luce, puntata con precisione su ogni dettaglio. È il primo elemento che si nota, ed è anche quello più difficile da ottenere. 

Fondatrice del brand e dello studio TDF+, Saleh lavora da anni sulla stessa idea: la cucina non è solo funzione, è relazione. È il luogo dove si accoglie, si racconta, si resta. 

KOOK la chiama social kitchen. Un progetto nato prima di tutto per essere abitato insieme ad altri.

Per questo allestimento, curato dalla stessa Saleh nell’ambito del tema "In Between Islands" per gli interventi di Zamalek, gli spazi si muovono per contrasti misurati: cornici rosso intenso che si aprono su profondità luminose, velluto verde a bilanciare l’architettura, tappeti che ancorano ogni elemento e lasciano che materiali e texture dialoghino senza alzare la voce.

Dentro KOOK Gallery, la cucina si apre all’arte. In mostra, tra gli altri, lavori di Mohamed Abla, rappresentato da Gallery Mist, e di Ayman Lotfy, affiancati da vasi e oggetti di design. Ogni elemento è illuminato puntualmente: opere e oggetti pensati per essere osservati da vicino, in un ambiente che invita a fermarsi.

A rendere possibile questo tipo di sguardo è Nano Tini, lo spot miniaturizzato firmato DGA. Nei suoi 20x9 mm sta la parte più delicata del progetto: nascondere la sorgente e lasciare che sia solo la luce, non l’apparecchio, a raccontare opere, vasi e oggetti. Le nano lenti, del diametro di 5 mm, permettono questa scala ridotta senza rinunciare alla precisione del fascio, disponibile in tre aperture — 20°, 30°, 50° — per adattarsi a ogni distanza e superficie. 

Lo snoot, accessorio antiabbagliamento, elimina ogni luce parassita, protegge lo sguardo di chi osserva e restituisce a ogni dettaglio esposto la stessa quiete che pervade il resto dello spazio. 

Un progetto dove ogni elemento — colore, tessuto, cornice, luce — è stato scelto per non farsi notare troppo. Alla fine, dell’apparecchio non resta traccia: resta solo la luce su ciò che illumina. 


KOOK Showroom, Zamalek
Brand: Hala Saleh / TDF+
Lighting Design: Atelier Trentetrois
Photography: Nour El Refai
Prodotto DGA: Nano Tini 

Prodotti utilizzati nel progetto

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